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Vuoi un Golden Retriever?

Prima di chiedere quanto costa, chiediti come è stato allevato
Stai pensando di prendere un cucciolo di Golden Retriever?
Allora lascia che ti parli Nonno Jimmy.
Io non sono un veterinario e non sono un allevatore. Ho una falegnameria e costruisco box per cani e, proprio per questo lavoro, da tanti anni sono entrato in contatto con allevatori e privati che si occupano di cani.
Ho conosciuto persone che amano veramente i loro animali e fanno questo lavoro con serietà, passione e sacrificio.
Ma, purtropppo, ho visto anche cose che mi hanno fatto arrabbiare.
Ho visto cani trattati come strumenti per produrre cuccioli.
Ed è proprio da qui che voglio partire.
La prima domanda è sempre la stessa: "Quanto costa?"
Quando una persona decide di comprare un cucciolo, quasi sempre la prima domanda è:
"Quanto costa?"

È normale.
Stiamo parlando di una spesa importante e tutti abbiamo un budget.
Ma molto spesso, subito dopo il prezzo, arriva la seconda frase dell'allevatore:
"Sì, però è figlio di campioni."
Oppure:
"La mamma è esente da displasia."
Attenzione: queste informazioni sono importanti.
La salute dei genitori, i controlli sanitari, la genealogia, il pedigree e la selezione fatta dall'allevatore hanno il loro valore.
Ma c'è una domanda che secondo me viene fatta troppo poco:
"E questo cucciolo, come è stato allevato?"
Perché noi non stiamo comprando unpedigree.
Stiamo portando a casa un essere vivente.
Facciamo due esempi
Vi racconto due situazioni completamente immaginarie.
Non sono due allevatori reali: servono soltanto per capire quanto può essere diverso il lavoro che c'è dietro due cucciolate apparentemente uguali.
Il signor Gino
Il signor Gino ha una fattrice.
La fa riprodurre frequentemente e cerca di contenere il più possibile le spese.
Durante la gravidanza sceglie alimenti economici.
Nascono otto cuccioli.
Dopo qualche settimana comincia lo svezzamento.
Per spendere poco utilizza alimenti di basso costo, magari aggiungendo pane e acqua o altri prodotti semplici.
I cuccioli hanno fame e mangiano.
Sono cuccioli: mangerebbero praticamente qualsiasi cosa.
Vengono tenuti in uno spazio chiuso e vengono accuditi per il minimo indispensabile.
Arriva il momento della cessione.
Il signor Gino vende ogni cucciolo a 1.000 euro.
Otto cuccioli fanno 8.000 euro di incasso lordo.
Naturalmente da questa cifra devono essere sottratti tutti i costi realmente sostenuti: alimentazione, veterinario, gestione della madre e dei cuccioli, registrazioni, struttura, imposte e molto altro, non potendo comprimere sulle spese da documentazioni il sig. Gino stringe il rubinetto con una alimentazione povera. .
Il punto non è quindi stabilire quanto guadagni realmente il signor Gino.
Il punto è un altro:
quanto lavoro e quante risorse sono state realmente investite nel benessere di quei cuccioli?

Il signor Ugo
Il signor Ugo ha anch'egli una fattrice.
Ma per lui la storia è diversa.
Durante la gravidanza la madre viene seguita con attenzione e alimentata correttamente.
Quando nascono i cuccioli, l'ambiente viene mantenuto pulito, confortevole e adatto alle loro esigenze.
La madre viene controllata.
I cuccioli vengono seguiti quotidianamente.
Arriva il momento dello svezzamento e l'alimentazione viene organizzata con attenzione, scegliendo alimenti adeguati alla crescita 4 pasti al giorno e alle indicazioni professionali. Pollo da alimetazione umana, miele, oso di seppia, macinati, uova fresche, latte di capra di giornata.....accuratamente tritati a poltiglia.
Un'altra cosa che ci dovrebbe fare riflettere: La fattrice mangia e chiede attenzioni tutti i giorni, se partorisce ogni 6 questa ha un costo e da un aresa, ma se (come dovrebbe essere ) la mmma Golden partorisce ogni tre anni questa per 1000 giorni deve essere nutrita senza "dare resa".
Gino e Ugo hanno costi notevolmente diversi come diversi saranno i loro cuccioli !!!!!!
Ma non c'è soltanto da dare da mangiare.
Bisogna pulire.
Controllare.
Osservare.
Socializzare.
Cominciare a comunicare con i nuovi arrivati e insegnare ache a loro il comunicare in modo comprensibile all'uomo.
Far conoscere gradualmente ai cuccioli persone, rumori, ambienti ed esperienze diverse.
Bisogna seguire la madre prima, durante e dopo la gravidanza.
Bisogna affrontare le spese veterinarie.
E bisogna essere disponibili anche quando qualcosa non va secondo programma.
Il signor Ugo dedica alla cucciolata molto più tempo e sostiene costi decisamente superiori.
Alla fine vende i suoi cuccioli a un prezzo più alto.
E qualcuno potrebbe dirgli:
"Ma perché costano così tanto?"
Ed è proprio qui che secondo me dobbiamo fermarci un momento.
Quanto costa un cucciolo non è la domanda completa
La domanda corretta non è soltanto:
"Quanto costa?"
Dovremmo chiedere:
"Che cosa c'è dentro quel prezzo?"
Il sig, Gino ti consegna un Cane.
Il sig. UGO un amore.
Perché dietro un cucciolo allevato seriamente non ci sono soltanto sessanta giorni di crocchette.
Ci sono la salute della madre.
La sua alimentazione.
I controlli.
La gestione della gravidanza.
Le eventuali complicazioni.
Il veterinario.
La pulizia degli ambienti.
L'alimentazione dei cuccioli.
La socializzazione.
Il tempo dedicato ogni giorno.
La struttura.
Le vaccinazioni e gli adempimenti previsti.
E soprattutto c'è una cosa che non si vede sulla fattura:
la responsabilità.
"È figlio di campioni"
Qui voglio essere molto chiaro.
Quando un allevatore ti parla del pedigree, dei campioni presenti nella genealogia o dei controlli sanitari dei genitori, non sta necessariamente raccontandoti una cosa inutile.
Anzi.
Sono informazioni che un acquirente serio dovrebbe conoscere e verificare.
Ma non devono diventare una scorciatoia per evitare di guardare tutto il resto.
Un pedigree non sostituisce una buona gestione.
Un campione nella genealogia non sostituisce una corretta alimentazione.
Un test sanitario dei genitori non racconta da solo come è stata gestita la cucciolata.
Per questo io, da semplice Nonno Jimmy, quando sento:
"È figlio di campioni!"
rispondo:
"Va bene mi da piacere, ma mica devo comprare la mamma io voglio il cucciolo per portalo dai miei bimbi non per portarlo in esposizione"
Un cucciolo non è soltanto il suo pedigree
Un cucciolo nasce con una certa genetica.
Ma nei primi mesi di vita deve anche crescere.
E crescere bene significa ricevere cure, alimentazione adeguata, pulizia, movimento, stimoli corretti e attenzione.
Questo non significa che un cucciolo allevato bene sarà automaticamente esente da ogni problema.
Purtroppo non funziona così.
La genetica conta.
La salute dei genitori conta.
L'alimentazione conta.
La gestione conta.
E anche la fortuna, qualche volta, ha la sua parte.
Ma proprio per questo bisogna cercare di partire dalle condizioni migliori possibili.
Il prezzo basso non è sempre un affare
Qui arriviamo al punto che mi sta più a cuore.
Un cucciolo venduto a poco prezzo non è necessariamente un cucciolo allevato male.
E un cucciolo costoso non è automaticamente un cucciolo allevato bene.
Questa è una cosa che voglio sottolineare.
Il prezzo da solo non certifica la qualità.
Però un prezzo molto basso dovrebbe farci venire una domanda:
"Come è stato possibile arrivare a questo prezzo?"
Perché se qualcuno sostiene meno spese per alimentazione, struttura, controlli, personale e gestione, evidentemente da qualche parte sta risparmiando.
E dobbiamo capire dove.
La mia metafora della gallina
Vi faccio un esempio molto rustico, da Nonno Jimmy.
Vi sarà capitato di vedere la differenza tra un animale allevato in condizioni completamente diverse.
Prendete la fragilità di una gallina allevata in modo intensivo con mangimi chimici e la robustezza e la forza non che bellezza di una cresciuta libertà di movimento e alimentata con mais e frumento.
Non voglio fare il veterinario e trasformare questo esempio in una legge scientifica.ma di certo se un cucciolo ha patito , mentre i suoi organi si stavano formando poi da garnde sarà un buon client eper il veterinario.
Voglio soltanto farvi capire una cosa molto semplice:
quello che succede durante i primi giorni di crescita lascia il suo segno.

E lo stesso principio deve farci riflettere quando parliamo di un cucciolo.
Non basta sapere chi sono i suoi genitori.
Dobbiamo sapere anche come è arrivato fino a noi.
E gli allevatori seri?
Per fortuna esistono.
E sono proprio loro che, secondo me, dovremmo imparare a riconoscere e valorizzare.
Un allevatore serio non vende semplicemente un cucciolo.
Alleva una madre.
Segue una gravidanza.
Cresce una cucciolata.
Sostiene spese.
Dedica tempo.
Affronta imprevisti.
Fa controlli.
Cerca di far crescere i cuccioli nelle condizioni migliori.
E, se lavora professionalmente, deve anche sostenere tutti i normali costi di un'attività: struttura, alimentazione, veterinario, burocrazia, tasse e contributi.
Quando fate un confronto tra due prezzi, quindi, non confrontate soltanto:
1000/1.500, euro contro 2.500 euro.
Chiedetevi:
"Che cosa sto confrontando davvero?"
Perché quei 1.000 euro di differenza potrebbero rappresentare una parte del lavoro e delle spese che qualcuno ha sostenuto per far arrivare quel cucciolo fino a voi in ottima forma.
Prima del prezzo, fate queste domande
La prossima volta che cercate un Golden Retriever, invece di iniziare con:
"Quanto costa?"
provate a iniziare così:
"Posso vedere dove crescono i cuccioli?"
"Posso vedere la madre?"
"Come viene alimentata?"
"Quali controlli sanitari sono stati effettuati sui genitori?"
"Come vengono svezzati i cuccioli?"
"Come vengono socializzati?"
"Quali documenti mi verranno consegnati?"
E soprattutto:
"Lei, prima di vendermi il cucciolo, vuole sapere qualcosa di me e di dove andrà a vivere?"
Perché un allevatore che vuole soltanto incassare potrebbe essere interessato soltanto ai vostri soldi.
Un allevatore serio dovrebbe essere interessato anche a chi siete voi.
E allora, quanto costa?
Alla fine torniamo sempre alla domanda iniziale.
"Quanto costa un Golden Retriever?"
La mia risposta è:
non esiste un numero magico che stabilisca se un cucciolo è stato allevato bene oppure no.
Esiste però una cosa che possiamo fare tutti:
informarci.
Guardare.
Fare domande.
Non fermarci alla fotografia del cucciolo.
Non farci incantare soltanto dalla parola "campione".
Non pensare che il prezzo più basso sia automaticamente un affare.
E nemmeno credere che il prezzo più alto sia automaticamente una garanzia.
Perché quando compriamo un cucciolo non stiamo comprando soltanto un cane.
Stiamo scegliendo una parte del suo passato.
E quel passato, nei primi mesi di vita, può essere molto importante per il suo futuro.
Una cosa che vorrei lasciarvi
Io sono Nonno Jimmy.
Non sono qui per dirvi da chi comprare.
Sono qui per dirvi di guardare bene prima di comprare.
Perché se premiamo con i nostri soldi chi alleva con amore e responsabilità, aiutiamo quel modo di fare a continuare.
Se invece premiamo soltanto chi vende al prezzo più basso, rischiamo di insegnare al mercato che la cosa più importante è produrre tanto spendendo poco.
E un cucciolo non è un prodotto da fabbrica.
È un essere vivente che si affida a noi.
E forse, prima di chiedere:
"Quanto costa?"
dovremmo imparare a chiedere:
"Quanto vale, quanto è stato fatto e speso per lui, nei suoi primi mesi di vita prima che arrivi a casa mia?"